Mutuo: Quali Alternative
Parlando per categorie generali, se io oggi ho un mutuo e questo mutuo faccio fatica a continuare a pagarlo, cosa posso fare?
Il legislatore ha previsto diverse soluzioni, alcune delle quali sono rimesse alla contrattazione delle parti, altre invece sono affidate alla libera scelta del mutuatario. Scelta che non può in alcun modo essere bloccata dalla banca.
Secondo il Decreto Bersani bis, un primo caso è dato dalla rinegoziazione del tasso di interesse applicato al mutuo sottoscritto quando ci si accorge che i tassi di mercato sono molto più bassi, e questa rinegoziazione può significare sia lasciare il mutuo nella vecchia banca che portarlo ad una nuova. Ma sempre senza alcuna spesa per il mutuatario, tanto che è stato previsto che la rinegoziazione possa effettuarsi tramite semplice scrittura privata non autenticata.
Nel caso che non ci si metta d’accordo con la nostra banca, ecco che ci si apre la possibilità della surroga, cioè possiamo trasferire il nostro debito ad un’altra banca che ci applicherà condizioni migliori. E anche qui, il Decreto Bersani bis e la Legge Finanziaria 2008 hanno stabilito che non ci debba essere nessun a spesa a carico del cliente, eccezion fatta per l’atto notarile di surroga. Ma il costo di questo atto è così basso che ormai le banche stanno iniziando ad accollarselo pur di strappare un cliente alla concorrenza.
Un’altra possibilità ancora è data dalla estinzione anticipata del mutuo che adesso si può fare senza dover pagare alcuna penale. Almeno per i nuovi mutui, per quelli più vecchi invece le penali sono state diminuite di molto e adesso può facilmente verificarsi la convenienza a liberarsi anticipatamente di un fardello troppo gravoso.
Infine è arrivato il Decreto Tremonti sulla rinegoziazione del mutuo. Attenzione, questo ultimo Decreto non sostituisce la possibilità presente nella Legge Bersani che il mutuatario e la banca si mettano d’accordo per abbassare il tasso applicato al mutuo sottoscritto.
No, aggiunge una ulteriore possibilità, quella cioè di trasformare il tasso del mutuo portandolo da variabile a fisso nella misura del 4.2%.
Vale a dire la media dei tassi del 2006. Attenzione però, perché il risparmio che si viene così a determinare costituisce un nuovo prestito che inizieremo a pagare allo scadere del mutuo originario, e a cui sarà applicato un tasso che oggi è del 5.37% ma domani se i tassi continuassero a salire potrebbe costringerci ad allungare la durata del mutuo di parecchi anni. In questo caso resta il vantaggio di avere da subito (Gennaio 2009) un forte riduzione della rata del mutuo, però forse il costo di questo vantaggio è così alto che resta tale solo per le banche.






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