La crisi economica che ha paralizzato il mondo, adesso sta determinando la spinta necessaria mall’ evoluzione verso una realtà economico/sociale basata sulla logica e il buon senso generale. Una riappropriazione dei principii naturali del buon vivere, dimenticati per la fretta della voglia di
progresso economico, anzichè progresso sociale. Il denaro, le banche, i prestiti, i mutui, gli investimenti, sono diventati fantasmi di una realtà illusoria, perchè spinti verso un falso ideologismo di miglioramento. Non vengono considerati strumenti economici per una pura e genuina organizzazione verso un sano miglioramento che preservi lo status di benessere acquisito generale in funzione della corretta e armonica simbiosi tra le persone e il mondo, ma mezzi di sfruttamento della ricchezza a danno del prossimo e della natura per un arricchimento economico fine a se stesso. Il prestito di denaro, adesso evoluto a prestito tra privati che, aggregandosi al prestito tradizionale, ne migliora il concetto e il sistema di funzionamento, è visto con paura, con sospetto da chi, vivendo in uno stato di precarietà ;, non ha la possibilità di restituirlo senza cadere in una situazione di insufficienza e di invivibilità. Il mutuo, che adesso è migliorato nel suo sviluppo per permettere a chiunque, quasi, di avere una casa, cade nello stesso problema. La loro identità macchiata, oggi viene rivista con gli occhi purificati dalla paura della caduta degli idoli finanziari. Essi vengono ripresi e rinascono come strumenti economici per lo sviluppo corretto.

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Per far fronte alle esigenze della vita quotidiana è sempre più comune accedere a dei prestiti. Ci si trova a desiderare un’auto, a voler ristrutturare una casa, ad affrontare le spese di una cerimonia e si vuole avere una sicurezza finanziaria che permetta di affrontare al meglio tali spese. In alcuni casi si vuol semplicemente comprare un cellulare, un televisore o un qualcosa che è direttamente legato al prestito. Il prestito si riceve quindi in funzione di quei determinati acquisti. In altri casi si vogliono fare degli investimenti o si vuole una liquidità di denaro di cui non si vuole fornire alcuna giustificazione agli enti eroganti il prestito.   I finanziamenti si possono dunque distinguere in prestiti finalizzati e prestiti non finalizzati.   I primi sono legati all’acquisto di un prodotto come nel caso in cui si compra un elettrodomestico. Anziché pagare per intero e subito il bene o il servizio in questione, lo si paga a rate considerando la comodità di versamenti diluiti nel tempo a fronte di un dato sovrapprezzo.   I prestiti non finalizzati invece non sono legati esplicitamente ed in maniera dichiarata ad un acquisto. Chi usufruisce del prestito non deve giustificare le motivazioni che lo spingono a richiedere una certa somma di denaro.   Tra i prestiti personali non finalizzati ritroviamo la cessione del quinto dello stipendio.   Per quanto riguarda l’erogazione non sono richieste motivazioni di alcun genere e non vi sono controlli bancari sul cliente. In quanto prestito non finalizzato, l’ importo ricevuto può essere utilizzato per qualsiasi motivo senza alcun giustificativo di spesa né finalità richiesta da parte dell’ ente erogatore.   La cessione del quinto è un prodotto finanziario che va incontro alle esigenze, in particolar modo, dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. A differenza degli altri tipi di prestito personale, il rimborso avviene per mezzo di una trattenuta diretta in busta paga o sulla pensione.   Secondo dei recenti sondaggi, la cessione del quinto viene inoltre preferita, rispetto alle altre tipologie di finanziamento, per altri due fattori fondamentali. Il primo concerne la possibilità di ottenere importi molto alti, correlati in maniera diretta allo stipendio percepito. Il secondo riguarda invece le facilitazioni nella modalità di rimborso delle somme ottenute.

Autore: Calogero Dimino

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